“Asaru”
Nome dialettale di Assoro, antico centro degli Erei, in provincia di Enna, situato sul Monte La Stella; conta circa 5.000 abitanti. Il nucleo urbano si trova ad un’altitudine di circa 850 metri s. m., ma le vestigia del suo castello svevo si trovano a 900 metri s. m.
Di questa cittadina, dal clima mite e salubre, così scriveva il Nicotra nel suo Dizionario dei Comuni siciliani:
“D’estate può dirsi una stazione climatica invidiabilissima, da potere rivaleggiare con qualche località ricercata della Svizzera. Il panorama che offre Assoro è splendido. Salendosi alla sommità del castello… da quell’altura sublime – che fa riandare col pensiero alla trascorsa grandezza – è una vista cosmoramica che si presenta allo sguardo, cui è dato di spaziare tutto in giro… Sono tramonti sublimi, sono albe incantevoli, che lasciano nell’animo dell’ammiratore incancellabili, profonde impressioni”.
E, nel descriverne il paesaggio, A. A. Gnolfo, nella sua opera Assoro nella Storia di Sicilia, aggiunge:
“A fine inverno, mentre bianche distese innevate rifulgono al sole tra il verde boschivo dell’Etna, delle Madonie e dei Nebrodi,… qui la natura esplode, tra le amene valli bagnate dal Chrysas, in un rigoglioso germogliare di bianchi mandorli in fiore e i campi appaiono rivestiti di tenero verde; a primavera, nelle zone più basse e pianeggianti, un mare di messi verzicanti ondeggiano al vento, rendendo più lieta questa terra sacra a Cerere e a Crisa; in estate, quando le immediate adiacenze delle solfare appaiono quasi prive di vita vegetale, cosparse solo di giunchi e capperi fioriti, grandi distese di zolle brune e di stoppie giallastre si alternano a isolate agavi, a filari di esotici fichi d’India, a campi di cotone in fiore, a smaglianti aranceti sempreverdi, che interrompono la monotonia dell’antico latifondo; in autunno, infine, più in alto, sopra un falsopiano frazionato in dolci declivi e in piccole, fresche, silenziose valli, verdi uliveti e vigneti offrono alla vista del viaggiatore un panorama lieto e riposante: sorbe e lazzarole, pere e mele, mele cotogne e melegranate, fichi e prugne, mandorle e noci, ‘pale’ di saporiti fichi d’India e grappoli d’uva bianca o nereggiante, pendono al tiepido sole tra foglie gialle, rossastre, multicolori”.